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Uber Eats ha cessato l'attività

Servizio non più operativo

Uber Eats ha lasciato l'Italia: il 15 giugno 2023 Uber ha annunciato la chiusura delle attività italiane di consegna cibo, spiegandola con una crescita non in linea con le aspettative aziendali; il 15 luglio 2023 è stato l'ultimo giorno utile per ordinare. L'app Uber principale resta attiva per le corse, ma Uber Eats non è più disponibile con un indirizzo italiano.

Uber Eats ha cessato l'attività

Uber Eats ha lasciato l'Italia: il 15 giugno 2023 Uber ha annunciato la chiusura delle attività italiane di consegna cibo, spiegandola con una crescita non in linea con le aspettative aziendali; il 15 luglio 2023 è stato l'ultimo giorno utile per ordinare. L'app Uber principale resta attiva per le corse, ma Uber Eats non è più disponibile con un indirizzo italiano.

Data di riferimento: 15 luglio 2023. Per questo motivo questa pagina non misura più lo stato del servizio in tempo reale.

Fonte: Uber Newsroom Italia, «Uber Eats dismette le operazioni in Italia»

A proposito di Uber Eats

Uber Eats era il servizio di consegna di cibo a domicilio del gruppo Uber, lanciato a Milano il 26 ottobre 2016 e gestito in Italia da Uber Eats Italy S.r.l., con sede in via Vincenzo Forcella 13 a Milano. Il 15 giugno 2023 Uber ha annunciato la chiusura delle attività italiane, spiegandola con «una crescita non in linea con le aspettative aziendali per la sostenibilità del business nel lungo periodo»; l'ultimo giorno utile per ordinare è stato il 15 luglio 2023. Da allora chi cerca il servizio non trova un disservizio, ma un'azienda che ha lasciato il Paese.

Per ordinare, l'app e il sito chiedevano lo stesso Account Uber usato per prenotare le corse: il contratto di consegna pubblicato da Uber lega la registrazione e le credenziali ai termini generali di Uber B.V., mentre l'esecuzione della consegna faceva capo a Uber Eats Italy S.r.l. Bastava quindi il numero di telefono e il metodo di pagamento già salvati sull'app Uber principale, senza una registrazione separata: una scelta che distingueva Uber Eats dai concorrenti diretti, ciascuno dotato di un proprio account indipendente.

Nel marzo 2020, in piena emergenza sanitaria, Uber Eats contava in Italia circa 2.000 ristoranti partner e 1.500 corrieri, ai quali l'azienda offrì consegna gratuita fino al 3 aprile di quell'anno e un'indennità fino a 25 euro per chi si ammalava o restava in isolamento. Da quella base la rete crebbe fino a superare le 60 città in tutte le regioni italiane e, secondo quanto accertato in tribunale, ad avere circa 4.000 ciclofattorini attivi alla vigilia della chiusura del 2023.

Dopo il 15 luglio 2023 l'app Uber Eats non viene più proposta con un indirizzo italiano, mentre l'app Uber principale resta attiva per le corse, per Uber Black e per il servizio taxi in diverse città. Uber non ha comunicato un ritorno del food delivery: il piano di espansione dei servizi di consegna in altri sette Paesi europei, annunciato a febbraio 2026, riguarda Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Cechia, Grecia e Romania e non cita l'Italia, che resta fuori dalla mappa di Uber Eats a oltre tre anni dalla chiusura.

Da sapere su Uber Eats

Il 30 maggio 2020 la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano ha disposto l'amministrazione giudiziaria di Uber Italy srl, contestando l'intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro (articolo 603bis del codice penale) nella gestione dei rider di Uber Eats tramite la società di logistica Flash Road City. Nella ricostruzione riportata dalla stampa compare una paga fissa di 3 euro a consegna, uguale di giorno e di notte, e casi di lavoratori richiedenti asilo assunti tramite intermediari: un precedente giudiziario specifico su come Uber Eats organizzava, in Italia, la manodopera dei corrieri.

La chiusura del 2023 ha avuto anche un seguito giudiziario proprio. Nel settembre 2023 il Tribunale di Milano ha giudicato illegittima la disconnessione di circa 4.000 rider avvenuta senza previa informazione e consultazione sindacale, qualificandola come condotta antisindacale; il 13 marzo 2024 lo stesso tribunale, con il giudice Riccardo Atanasio, ha respinto il reclamo di Uber Eats confermando l'obbligo di riaprire un confronto con i sindacati. La decisione non ha riportato il servizio in Italia, ma ha stabilito che un'azienda non può interrompere una piattaforma di consegne senza seguire le procedure previste per i licenziamenti collettivi.

Il 17 ottobre 2024 sindacati e Uber Eats hanno firmato in sede ministeriale un accordo per circa 1.400 rider coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo: incentivi all'esodo per un totale di 3,8 milioni di euro, tra 1.000 e 11.500 euro a persona in base alle consegne e ai guadagni medi, riservati a chi aveva effettuato almeno 200 consegne nei sei mesi precedenti il 15 giugno 2023, più un servizio di ricollocazione professionale gestito da Adecco. È l'unico ristoro economico pubblico legato alla fine del servizio, rivolto ai rider; il comunicato di chiusura di Uber non menziona interventi per gli utenti con ordini o crediti residui.

Informazioni utili su Uber Eats

Tutte le fonti consultate per questa scheda
  1. Uber Newsroom Italia, «Uber Eats dismette le operazioni in Italia» (15 giugno 2023)
  2. The Local Italy, «Uber to shut down food delivery service in Italy» (15 giugno 2023)
  3. Uber Newsroom Italia, «L'impegno di Uber Eats» (30 marzo 2020)
  4. Wikipedia, «Uber Eats» (lancio a Milano, 26 ottobre 2016)
  5. ANSA, «Caporalato su rider, Tribunale commissaria Uber Italy» (29 maggio 2020)
  6. Il Giorno, «Uber Eats, licenziamento di 4mila rider» (29 settembre 2023)
  7. Sky TG24, «Uber Eats, vittoria per i rider» (13 marzo 2024)
  8. Fisascat Cisl, «Uber Eats, accordo in sede ministeriale» (17 ottobre 2024)
  9. Il Post, «Uber attiverà i suoi servizi di consegna di cibo a domicilio in altri sette paesi europei» (15 febbraio 2026)
  10. Uber Legal, «Uber Eats Italy Delivery Services Agreement»
  11. iCRIBIS, scheda azienda «Uber Eats Italy S.r.l.»
  12. Uber Help, modulo di contatto Uber Eats per i ristoranti
  13. Uber Help Italia, pagina principale di assistenza
  14. Uber Newsroom Italia, archivio comunicati
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