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GoDaddy non funziona oggi?

Monitoraggio live attivo

GoDaddy — il registrar di domini statunitense fondato nel 1997 a Scottsdale, diventato nel 2005 il più grande al mondo per numero di domini gestiti — è tra i servizi business più monitorati durante i disservizi. Oggi dichiara oltre 82 milioni di domini in gestione, con un'offerta allargata da tempo a hosting condiviso, siti costruiti con strumenti automatici, email aziendale e certificati di sicurezza, tra i pochi grandi registrar con supporto localizzato anche in italiano. Il volume di segnalazioni resta nella media abituale, senza picchi. A dicembre 2022 l'azienda ha depositato presso la SEC una comunicazione che collegava tre episodi di sicurezza del 2020, 2021 e 2022 a un'unica «campagna pluriennale» dello stesso gruppo di attaccanti, con furto di codice sorgente e, nel 2021, l'esposizione delle chiavi private dei certificati SSL di circa 1,2 milioni di account Managed WordPress. Questa scheda raccoglie le segnalazioni ricevute per GoDaddy e mostra dove e quando si concentrano i disagi.

Operativo

Nessuna segnalazione

0 segnalazioni nelle ultime 24 ore — Nessuna segnalazione rilevante nelle ultime 24 ore — monitoraggio attivo.

Stato basato su segnalazioni di utenti, non ufficiale · aggiornato alle 18:00 · nessuna segnalazione registrata

Controllo tecnico

Verifica tecnica non possibile su GoDaddy

Il sito di GoDaddy respinge le richieste automatiche: le nostre 17 verifiche sono state bloccate dalle sue protezioni anti-bot. È una scelta del sito, non un disservizio.

Lo stato di GoDaddy resta seguito a partire dalle segnalazioni degli utenti. Ultimo controllo: 17:00 (1 ore fa)

Cosa controllare su GoDaddy se non funziona oggi

Capita che GoDaddy risponda a metà: questo elenco aiuta a vedere quale parte cede.

  • la registrazione o il rinnovo di un dominio
  • la consultazione della dashboard GoDaddy System Status per prodotto
  • il rinnovo o la riemissione di un certificato SSL
  • il contatto con l'assistenza clienti GoDaddy Italia
  • l'attivazione dell'hosting condiviso o di un sito costruito con gli strumenti automatici
  • la gestione dell'email aziendale collegata al dominio

Distinguere la singola funzione in difficoltà è il modo più onesto per leggere GoDaddy.

A proposito di GoDaddy

GoDaddy è stata fondata nel 1997 a Scottsdale, in Arizona, da Bob Parsons, che l'aveva inizialmente chiamata Jomax Technologies prima di ribattezzarla Go Daddy Software; Parsons aveva già venduto in precedenza, nel settembre 1994, la sua società Parsons Technology a Intuit per 64 milioni di dollari. GoDaddy è diventata registrar accreditato ICANN nel 2000 e si è imposta nel settore con prezzi aggressivi, circa 8,95 dollari l'anno contro i 35 e oltre chiesti allora dalla concorrenza, insieme a una strategia pubblicitaria diventata famosa soprattutto per gli spot trasmessi durante il Super Bowl statunitense.

Nel 2005 GoDaddy è diventata il più grande registrar di domini accreditato ICANN al mondo, con 10 milioni di domini in gestione; oggi la società dichiara di gestirne oltre 82 milioni, restando il punto di riferimento globale per chi registra un indirizzo web, con un'offerta che nel tempo si è allargata da semplice registrazione di domini a hosting condiviso, siti costruiti con strumenti automatici, email aziendale e certificati di sicurezza.

È tra i pochissimi grandi registrar mondiali con un'interfaccia e un supporto localizzati anche per il mercato italiano, dove viene usato sia da privati che registrano un dominio personale sia da piccole attività che vi appoggiano il proprio sito o la propria casella di posta aziendale: per questo pubblico un problema sui sistemi centrali di GoDaddy si traduce spesso, allo stesso tempo, nell'irraggiungibilità del sito e nel blocco della posta elettronica collegata allo stesso dominio.

Segnalazioni degli utenti

Riscontri un problema con GoDaddy?

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Ultimi disservizi noti di GoDaddy

Episodi documentati da fonti pubbliche, dal più recente. Fonti verificate il 18 settembre 2026.

  • Alcuni clienti hanno segnalato a inizio dicembre 2022 che i propri siti venivano reindirizzati verso domini casuali senza alcuna azione da parte loro; l'indagine interna di GoDaddy ha portato l'azienda a depositare presso la SEC statunitense una comunicazione in cui collegava l'episodio a una «campagna pluriennale condotta da un gruppo di attaccanti sofisticati» che aveva installato malware sui propri sistemi e sottratto porzioni di codice sorgente relativo ad alcuni servizi interni, dopo essere entrato attraverso l'ambiente di hosting condiviso basato su cPanel. Secondo l'azienda l'obiettivo dichiarato degli attaccanti era infettare siti e server con malware per campagne di phishing e altre attività malevole, non il furto diretto di dati dei clienti.

    Fonte: BleepingComputer, «GoDaddy: Hackers stole source code, installed malware in multi-year breach»

  • Un soggetto non autorizzato ha usato una password compromessa per accedere a un sistema di provisioning legato a una porzione più datata del codice del servizio Managed WordPress di GoDaddy, arrivando a coinvolgere fino a circa 1,2 milioni di account attivi e inattivi distribuiti su più marchi del gruppo. I dati esposti comprendevano indirizzi email, le password amministrative iniziali assegnate ai siti WordPress, credenziali sFTP e di accesso al database e, per i clienti attivi al momento della violazione, anche le chiavi private dei certificati SSL, che GoDaddy ha dovuto reimpostare o riemettere.

    Fonte: The Hacker News, «GoDaddy Discloses Multi-Year Security Breach Causing Malware Installations and Source Code Theft»

  • Un attaccante ha ottenuto le credenziali di accesso SSH di circa 28.000 account di hosting condiviso, collegandosi tramite un accesso avvenuto tecnicamente già nell'ottobre 2019 ma scoperto solo mesi dopo; l'accesso ottenuto riguardava i sistemi di hosting stessi, non dati finanziari dei clienti. GoDaddy ha in seguito ricostruito che questo episodio faceva parte della stessa campagna pluriennale collegata ai due casi successivi del 2021 e del 2022.

    Fonte: GoDaddy Inc., Form 10-Q depositato presso la SEC (2020)

Da sapere su GoDaddy

I tre episodi del 2020, 2021 e 2022 non sono stati raccontati da GoDaddy come eventi scollegati: nella comunicazione depositata presso la SEC a fine 2022 l'azienda stessa li ha ricondotti a un'unica campagna pluriennale dello stesso gruppo di attaccanti, iniziata con un accesso rilevato solo mesi dopo essere avvenuto. È un dettaglio raro da leggere in una comunicazione ufficiale e utile per capire perché GoDaddy, negli anni successivi, abbia insistito pubblicamente sul rafforzamento dei controlli di accesso interni.

Chi ha un account Managed WordPress aperto su GoDaddy prima del novembre 2021 e non ha mai cambiato le credenziali assegnate all'epoca resta teoricamente esposto alle conseguenze di quella violazione specifica, che ha coinvolto anche le chiavi private dei certificati SSL: un dettaglio tecnico che, se ignorato, può lasciare in circolazione credenziali datate anche a distanza di anni.

Come leggere lo stato di GoDaddy e i canali ufficiali

Per GoDaddy riportiamo i report recenti di chi lo usa, aggiornati di continuo.

Poche segnalazioni non garantiscono che GoDaddy funzioni per tutti e in ogni zona.

stato-servizi.it è indipendente e non è il sito ufficiale di GoDaddy.

Per informazioni ufficiali e assistenza su GoDaddy fai riferimento a:

  • l'app per dispositivi di GoDaddy
  • il sito web di GoDaddy Italia
  • il supporto tramite l'assistenza clienti GoDaddy Italia

Informazioni utili su GoDaddy

Tutte le fonti consultate per questa scheda
  1. ICANNWiki, «GoDaddy» (fondazione, crescita, quota di mercato)
  2. Wikipedia (EN), «GoDaddy» (cronologia societaria, numero di domini gestiti)
  3. Wikipedia (EN), «Bob Parsons» (fondazione, vendita di Parsons Technology a Intuit)
  4. BleepingComputer, «GoDaddy: Hackers stole source code, installed malware in multi-year breach»
  5. The Hacker News, «GoDaddy Discloses Multi-Year Security Breach Causing Malware Installations and Source Code Theft», febbraio 2023
  6. GoDaddy Inc., Form 10-Q depositato presso la SEC (terzo trimestre 2020)
  7. GoDaddy System Status, pagina di stato ufficiale
  8. GoDaddy Italia, centro assistenza
  9. Laramind, «Contattare Assistenza GoDaddy: numeri utili e mail di riferimento» (numero italiano e orari)
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